Spaventa, crea confusione tra i consumatori e sta avendo delle ripercussioni economiche in molti settori.

Stiamo parlando del nuovo Coronavirus, partito dalla Cina e arrivato da poco anche in Italia. Da una parte c’è chi minimizza; dall’altra chi prende d’assalto i supermercati preso dal panico. L’importante in ogni caso è gestire razionalmente il problema, adottando misure volte al rallentamento dei contagi per salvaguardare la popolazione e, soprattutto, i soggetti più a rischio.

E mentre si sta cercando di contenere l’emergenza dal punto di vista sanitario, a livello economico si fanno notare le prime conseguenze. Ma cosa sta succedendo alle imprese e quali scelte si stanno adottando in termini di marketing?

1.Coronavirus e aziende: incrementa l’online
- Boom degli acquisti online
- Streaming ed eventi
- Moda e realtà virtuale

2.Coronavirus e social: tra informazione e real-time marketing
- Prevenire le fake-news
- Real-time marketing

3.Conclusioni

Coronavirus e aziende: incrementa l’online

Partite cancellate o senza i tifosi, cinema e teatri chiusi, congressi annullati, scuole di ogni ordine e grado chiuse.

Settori come trasporti, turismo, ristorazione, moda, commercio e agricoltura stanno vivendo un periodo di crisi: incontri commerciali rimandati a data da destinarsi, mancata consegna delle merci, riduzione delle trasferte e rallentamento nella chiusura di nuovi contratti. E se da un lato questo sta frenando alcuni settori, dall’altro sta incrementando lutilizzo dell’online.

Boom degli acquisti online

Un dato rilevante è rappresentato dagli e-commerce: nella settimana tra lunedì 17 e domenica 23 febbraio, la vendita online ha avuto un aumento del +56%.

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Molte aziende sono state costrette a chiudere temporaneamente i loro punti vendita nelle città del mondo. Riducendo le opportunità di vendita in-store, hanno dovuto fare uno sforzo per ripensare ai propri servizi, incentivando l’online: alcune hanno attivato la possibilità di effettuare ordini semplicemente tramite mail, mentre altre stanno ipotizzando di investire in piattaforme e-commerce, promuovendole tramite campagne.

Streaming ed eventi

Se le persone rimangono nelle loro case, per scelta o per imposizione, questo può avere un impatto significativo su come esse utilizzano il tempo libero. Evitando i luoghi di aggregazione come cinema, palestre o teatri, avranno la possibilità di passare più tempo sui propri dispositivi.

Le società che offrono servizi di streaming hanno così ottenuto dei vantaggi, proponendosi in alcuni casi come soluzione a queste problematiche.

È il caso di meeting e conferenze, che avvengono a distanza sfruttando piattaforme come Skype. Ma vale anche per gli eventi in generale: mentre la maggior parte vengono cancellati o rimandati, in alcuni casi si opta per realizzarli a porte chiuse, con la possibilità di trasmetterli online ed essere così accessibili a tutti i partecipanti.

Moda e realtà virtuale

Il Coronavirus è arrivato in Italia in uno dei momenti in cui Milano si trova al centro dell’attenzione mondiale: durante la Fashion Week. Se alcuni artisti come Armani hanno sfilato senza pubblico, altri buyer provenienti dalla Cina non hanno avuto la possibilità di partecipare proprio per la diffusione del Virus in Oriente.

 

Cosa fare allora?

Grandi brand hanno deciso di sfruttare la realtà virtuale per continuare a mostrare prodotti e collezioni in veri e propri Showroom online, rendendo disponibili schede tecniche e immagini interattive a 360°.

Coronavirus e social: informazione e real-time marketing

Prevenire le fake-news

I Social Media hanno da tempo iniziato la lotta contro le fake news. L’obiettivo è evitare allarmismi ingiustificati o notizie false, identificando minacce e riducendo la diffusione della disinformazione. In questo caso la Polizia di Stato italiana invita i cittadini a segnalare eventuali messaggi di allarme ricevuti tramite il sito www.commissariatodips.it, suggerendo di consultare solo fonti ufficiali.

Real-time marketing

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In un momento come questo segnato dall’emergenza le aziende intervengono in diversi modi. C’è chi fa ironia, chi cerca di diffondere informazioni e chi si astiene dall’inserirsi nel discorso.

Molti brand stanno adottando il real-time marketing: una modalità di comunicazione che consiste nell’essere reattivi e rispondere velocemente agli stimoli esterni. I contenuti catturano così l’attenzione per la loro originalità e vengono contestualizzati cercando di attirare, divertire e stimolare la partecipazione dei destinatari.

Nel settore viaggi due esempi sono quelli di WeRoad e TabUi.

Coronavirus-real-time-marketing-We-roadWeRoad, la compagnia che organizza tour di gruppo in tutto il mondo, sta promuovendo una linea di prodotto, i Viaggi Express in Italia, con itinerari da 3 a 5 giorni all’interno della nostra penisola.

In questo post si ricollega alla situazione attuale, facendo ironia.

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TabUi si propone come una guida digitale del nostro territorio destinata a cittadini o turisti. È una delle app più utilizzate in Italia, che ci permette di scoprire quello che la nostra penisola ha da offrire.

Con questa campagna“metti il divano in quarantena” vuole portare ottimismo, invitando a non stare sul divano a guardare la tv ma a godersi i weekend all’aperto scoprendo sentieri e meraviglie nascoste.

Che si tratti di eventi positivi, o di situazioni che mettono alla prova aziende o società, non è sempre detto che il Brand debba utilizzare il real-time marketing.

Bisogna infatti tenere a mente che ogni parola e azione avrà comunque un’influenza sulla lealtà e sull’appoggio da parte dei consumatori nei confronti del brand.

Come nel caso di Tigotà, l’azienda con store collocati in tutta Italia dedicati ai prodotti per la cura della persona e della casa: in questi giorni ha fermato l’invio del suo volantino nelle Regioni più colpite dal Virus per ragioni di sicurezza. Il risultato? Se da una parte molti hanno capito la situazione, dall’altra alcuni clienti abituali si sono sentiti offesi e discriminati da questa scelta, scatenando diversi commenti negativi.

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Diversa la situazione per quello che riguarda la birra Corona.

Dopo le decine di meme comparse sulla rete per gioco che associavano la birra al Coronavirus, ora questa iniziativa sta avendo delle ricadute sull’immagine, ma soprattutto economiche. Tanto che l’azienda ha dovuto rilasciare un comunicato nel quale spiega l’assenza di alcun legame tra la birra e la malattia.

In conclusione

Abbiamo visto come questo problema sanitario sta da una parte danneggiando molti settori economici, mentre dall’altra incentiva l’utilizzo dell’online per cercare soluzioni.

Evitare di diffondere informazioni false è la priorità, e le aziende devono fare molta attenzione al modo in cui comunicano, soprattutto se decidono di sfruttare il real-time marketing.

Vuoi comunque avviare una campagna o pubblicare un post sul tema per far sentire la voce del tuo brand? Dovresti prima assicurarti che:

  • sia in linea coi tuoi valori e con quelli del tuo target
  • sia coerente con gli obiettivi di comunicazione e di marketing, aiutandoti a raggiungerli
  • permetta di fidelizzare, creando community e discussioni (possibilmente positive) sul tema.


Senza strategia, il contenuto potrebbe rischiare di non essere un valore aggiunto per i follower e nei casi peggiori danneggiare il Brand stesso.

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