Gli algoritmi fanno parte della nostra quotidianità e dalla nascita dei motori di ricerca, senza volerlo, ne facciamo un uso smisurato. 

Abituati a cercare su Google senza conoscerne il funzionamento, o almeno senza conoscerne una parte sostanziale, ci affidiamo all’algoritmo BERT (si chiama così l’attuale algoritmo che ci restituisce i risultati su Google) per trovare qualsiasi informazione noi desideriamo. A volte con poche, a volte con tante ricerche, riusciamo alla fine a trovare il nostro risultato. Ma attenzione: in un futuro ormai prossimo tutto questo potrebbe avere una forte accelerazione e il nostro tempo di ricerca potrebbe nettamente diminuire. Scopriamo insieme MUM! 

Il nuovo algoritmo MUM (Multitask Unified Model) e “La SEO è morta”

Inutile continuare a fare SEO, l’ennesimo aggiornamento di Google rende inutile tutto il lavoro fatto.

Calma! Non andiamo nel panico e vediamo nel dettaglio di cosa si tratta per capire se è davvero così.

Prima di spiegare nel dettaglio come il nuovo algoritmo impatta la strategia marketing cerchiamo di capire perché esso sia così importante.

Il vicepresidente di Google Search, Pandu Nayak, introduce con questo esempio la novità del nuovo algoritmo:

Take this scenario: You’ve hiked Mt. Adams. Now you want to hike Mt. Fuji next fall, and you want to know what to do differently to prepare

 Immagina questo scenario: hai scalato il Monte Adams. Ora vuoi scalare il Monte Fuji il prossimo autunno e vuoi sapere cosa fare diversamente per prepararti.”

Attraverso questa citazione Pandu fa notare che prima del nuovo algoritmo MUM, l’utente doveva effettuare ben 8 query di ricerca su Google per poter trovare tutte le informazioni necessarie per preparare la nuova scalata.

Come funziona MUM?

MUM, riesce a fornire una risposta ponderata ed esaustiva, come se ci fosse un esperto escursionista a rispondere. Gli sviluppatori affermano che questo è possibile poiché è stato fatto un notevole balzo in avanti con l’intelligenza artificiale, esattamente 1000 volte più potente dell’attuale algoritmo denominato BERT: un numero che può sembrare fittizio, atto ad impressionare, che invece rappresenta il numero dei nodi della rete neurale del cervello umano. In pratica MUM si prefigge di imitare i processi neuronali dell’uomo.

Per ottenere questa incredibile capacità il nuovo algoritmo di MUM è stato addestrato (sì, letteralmente!)  per analizzare i dati in 75 lingue diverse così da aumentare drasticamente la comprensione delle informazioni e della conoscenza del mondo rispetto ai precedenti algoritmi.

MUM può apprendere informazioni da fonti che non sono scritte nella lingua in cui si è digitata la query di ricerca! 

Se ad esempio un' informazione è scritta in giapponese, tale informazione attualmente non comparirà mai se non inseriamo la query di ricerca in giapponese. MUM potrebbe trasferire la conoscenza da fonti in lingue diverse e utilizzare tali informazioni per mostrare i risultati più pertinenti nella tua lingua!

Testo, ma non solo: anche IMMAGINI, VIDEO e AUDIO

L’addestramento di MUM non si limita al solo testo. Tra le grandi rivoluzioni di questo algoritmo ci sarà una parte rilevante di ricerca e comprensione all’interno di altri elementi come immagini, video e audio.

Un esempio ci può fornire una spiegazione dettagliata delle potenzialità di MUM. Siamo di fronte ad un paio di scarpe da trekking, le fotografiamo e scriviamo: queste scarpe vanno bene per fare trekking sul monte Fuji?

Probabilmente MUM vi reindirizzerà nella pagina di un blog con un elenco di attrezzi consigliati.

Alla domanda, o meglio, alla nostra provocazione iniziale possiamo quindi affermare che la SEO è MORTA?!

Questa non è una vera e propria provocazione visto che è lo stesso Jhon Muller di Google a chiarire su Reddit questa discussione. 

La SEO non morirà, come non è morta negli anni passati. La SEO, o meglio, i professionisti della SEO, si aggiorneranno per adattarsi ai nuovi parametri.

Per quanto questa affermazione possa non soddisfare a pieno i dubbi e le incertezze, alla base di tutto questo c’è qualcosa che non cambia mai e che, al contrario, si rafforza sempre di più.

Se vogliamo ottenere i risultati non dobbiamo adattarci troppo agli algoritmi perché quello che fanno è scandagliare la rete alla ricerca di informazioni. Se le informazioni presenti nel sito saranno sempre aggiornate e forniranno in modo esaustivo i contenuti che sta cercando l’utente, allora saremo sempre sicuri di poter ottenere il risultato sperato. Questo perché Google ci ha sempre dato indicazioni su come soddisfare l’utente prima dell’algoritmo e ciò significa che se non forniamo contenuti rilevanti e utili per l’utente allora non potranno mai essere utili per l’algoritmo.

Abbiamo un sito altamente performante, le pagine si caricano velocemente, sono ottimizzate per il mobile, tutto funziona perfettamente. Ma abbiamo inserito i fatidici "contenuti di valore", esaustivi e che forniscano le informazioni che l’utente sta cercando? Perché abbiamo un e-commerce efficiente dal punto di vista tecnologico ma con scarse vendite? Siamo stati in grado di far percepire e comunicare il valore di quel prodotto? Cosa succede se un utente compra un prodotto e vuole fare un reso? Siamo in grado di soddisfare al meglio questa situazione?

Strategia, Analisi dei dati, Identità del brand

La possibilità di ottenere un buon risultato sarà, dunque, sempre data dalla capacità del professionista di saper analizzare la situazione in cui si trova, sia esso un sito web, un blog, il canale YouTube, Instagram, etc..
Le domande da porsi sono le seguenti: 

Quali sono gli obiettivi?
Come è posizionato il brand sul mercato?
Come viene percepito dagli utenti?
Stiamo rispondendo ai bisogni del cliente o stiamo lanciando una rete in mare aperto sperando di trovare il punto?

Con le informazioni che ci sono state anticipate da Pandu Nayak capiamo dunque che l’attenzione alla strategia per la conquista della vetta dipenderà sempre più dalla capacità di ottimizzare tutti gli aspetti legati ai servizi e ai prodotti di una azienda, o di un Brand.

La capacità di MUM di diminuire in modo sostanziale le query di ricerca effettuate dagli utenti mette in risalto quanto già presente ad oggi con l’attuale algoritmo BERT: più le informazioni inserite saranno accurate e complete, più sapremo comunicare il valore del nostro brand, più ottimizzeremo quanto già scritto e presente in rete invece di creare nuovi contenuti per la smania e la fretta di dover pubblicare perché “così ci è stato detto”, maggiore sarà la possibilità di comparire nel risultato di una ricerca sempre più complessa e precisa da parte dell’utente. 

 

In conclusione:
La Seo non è per nulla morta e anzi, sarà necessario averne cura fin dalla presa in carico di ogni progetto di digital branding. Affidarsi a figure esperte e professionali sarà più che mai fondamentale.